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Paragrafo 11 . Giugno-settembre 1943:  dal crollo del regime  fascista

all'armistizio.

     
Nel corso del 1943 il mutamento dei rapporti di forza iniziato i primi
mesi  dell'anno  divent irreversibile. In Italia il  regime  fascista
dovette  affrontare, oltre al crollo dei fronti militari, il cedimento
anche  di  quello interno, testimoniato da un'ondata di scioperi  che,
tra marzo e aprile del 1943, si diffuse da Torino alle

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maggiori  citt.  Le  masse popolari tornarono ad essere  protagoniste
attive:  esasperate  dal  peggioramento delle  condizioni  di  vita  e
maggiormente  consapevoli di essere state ingannate dal fascismo,  non
si  limitarono ad avanzare rivendicazioni economiche, ma manifestarono
anche  l'opposizione  alla  guerra  e  al  regime.  Contemporaneamente
ripresero la loro attivit anche le forze politiche antifasciste.
     Mentre  l'ostilit verso il regime e la guerra si diffondeva  non
solo  nelle  classi  popolari ma anche presso le forze  sociali  e  le
istituzioni  fiancheggiatrici del fascismo,  gli  alleati  prepararono
l'intervento in Italia, deciso nel gennaio del 1943 alla conferenza di
Casablanca.  Il  10  luglio  le truppe anglo-americane  sbarcarono  in
Sicilia   e,  dopo  aver  superato  agevolmente  le  difese  italiane,
iniziarono   l'occupazione   dell'isola   senza   incontrare    grossa
resistenza;   contemporaneamente   l'aviazione   alleata    effettuava
incursioni sulle citt italiane, arrivando a bombardare anche Roma (19
luglio 1943: 1500 morti e alcune migliaia di feriti).
     Dopo  lo  sbarco  alleato  Mussolini si trov  in  una  posizione
sempre pi precaria; mentre le forze che lo avevano sostenuto sino  ad
allora  cominciavano a prendere le distanze, l'opposizione interna  ai
vertici  del  regime  lo attacc in modo sempre pi  deciso  e  infine
chiese  la  convocazione del Gran consiglio del  fascismo.  Questo  si
tenne  la  notte  tra  il  24  e  il  25  luglio  e  si  concluse  con
l'approvazione dell'ordine del giorno presentato da Dino  Grandi,  con
il quale Mussolini venne completamente esautorato. Lo stesso giorno il
re  Vittorio Emanuele terzo invit il "duce" a dimettersi  e  lo  fece
arrestare;  il  nuovo  governo venne affidato  al  maresciallo  Pietro
Badoglio,  ex  capo  di  stato maggiore,  esponente  di  quella  casta
militare  che,  dopo aver fiancheggiato il fascismo,  cercava  ora  di
liberarsene.
     La   notizia  della  caduta  di  Mussolini  suscit  l'entusiasmo
popolare,  determinato anche dalla speranza che al crollo  del  regime
fascista  potesse seguire la pace. Il governo Badoglio, per, annunci
il proseguimento della guerra e represse con durezza le manifestazioni
di  protesta  conseguentemente scoppiate in tutto  il  paese;  sciolse
quindi  il partito fascista, ma ostacol la ricostituzione dei partiti
antifascisti.
     I  tedeschi  nel  frattempo avevano rafforzato la  loro  presenza
militare  sul territorio italiano; Badoglio assicur loro che l'Italia
avrebbe  mantenuto gli impegni assunti, ma in realt aveva gi avviato
trattative  segrete con gli alleati per la pace separata. Dopo  lunghi
preliminari, il 3 settembre 1943 l'armistizio fu firmato a  Cassibile,
presso Siracusa; esso prevedeva la cessazione immediata delle ostilit
e la resa incondizionata delle forze armate italiane, e avrebbe dovuto
essere  annunciato con qualche giorno di ritardo, in  modo  che  fosse
possibile  organizzare un piano per fronteggiare la reazione  tedesca.
Incomprensioni,  diffidenze  reciproche  e  difficolt  obiettive  non
consentirono l'elaborazione rapida di tale piano; il generale Badoglio
chiese  un  ulteriore rinvio, ma il comandante in  capo  delle  truppe
alleate, il generale Eisenhower, non lo concesse e diram egli  stesso
la  notizia  il  pomeriggio dell'8 settembre;  poche  ore  dopo  anche
Badoglio  lesse alla radio un comunicato ufficiale, con  il  quale  si
annunciava l'armistizio, ma non si impartivano direttive precise  alle
forze armate.
